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Racconti in tempo di peste: prosegue la maratona teatrale online per affrontare le giornate di isolamento

Due attori, un clown, un comico e un fotogiornalista sono i cinque protagonisti dei ‘Racconti in tempo di peste’ in programma dal 20 al 24 aprile: Elisabetta Pozzi, Gian Carlo Dettori, David Larible, Max Paiella e Francesco Malavolta.

Prosegue così la maratona di cento appuntamenti in cento giorni con cento artisti iniziata con la quarantena in reazione all’emergenza sanitaria, ogni protagonista sceglie le parole, la musica, il canto, le immagini con cui affrontare le giornate dell’isolamento e contribuire alla stagione teatrale online prodotta da Teatro Pubblico Ligure e Compagnia Corrado d’Elia, con la direzione artistica di Sergio Maifredi e Corrado d’Elia. L’obiettivo è portare il teatro nelle case ogni giorno a mezzogiorno per tenere unita una comunità che si dimostra sempre più numerosa con i suoi 9.084 follower ed oltre 208.000 visualizzazioni.

Come nel ‘Decameron’ di Giovanni Boccaccio nel quale l’allegra brigata di dieci fra uomini e donne fecero dell’isolamento necessario un momento vivo di racconto e di umanità in attesa della rinascita del mondo reale, così è nato un luogo virtuale dove darsi appuntamento per continuare a raccontare e ad ascoltare storie.

Elisabetta Pozzi, attrice votata al teatro, il 20 aprile renderà omaggio alla sua città natale, Genova, leggendo ‘Impressioni italiane’ di Charles Dickens che al capoluogo ligure riservò pagine speciali nel 1844: «Seguo la carriera di Elisabetta Pozzi – racconta Maifredi – da quando esordì al teatro Stabile di Genova, è un’attrice straordinaria che con amore verso la sua città ha letto per noi questo brano di Dickens; una fotografia di una Genova che ancora esiste, negli odori, negli anfratti del centro storico, tra i palazzi meravigliosi di via Garibaldi e il mondo sotterraneo dei suoi vicoli». Il fotogiornalista Francesco Malavolta il 21 aprile legherà i ‘Racconti in tempo di peste’ ai ‘Popoli in movimento’, i migranti ritratti in immagini che superano la cronaca dei fatti per esaltarne il significato universale: «Le sue foto – continua Maifredi – mi sono apparse come un dipinto di Caravaggio; i suoi santi, le sue madonne erano prese dal mare. I loro mantelli erano dorati teli termici, le loro vesti erano giubbotti di salvataggio, Natività e Pietà laiche rubate ad un naufragio; da Francesco ho ascoltato storie che lui ha dipinto con le sue fotografie, cariche della sua pietas e profonda umanità».

Gian Carlo Dettori, uno degli attori più amati da Giorgio Strehler e punto di riferimento per larga parte del pubblico e degli amanti del teatro, il 22 aprile avvicinerà la sua arte a quella del poeta Nazim Hikmet e legge ‘La vita non è uno scherzo’, versi scritti nel 1948 che risuonano con il potere sintetico e vitale di chi ha capito qualcosa che serve per sempre, soprattutto oggi. ‘Il discorso del grande dittatore’ di Charlie Chaplin è il racconto scelto da David Larible che il 23 aprile lo leggerà dalla roulotte del suo circo, fermo in Texas per la quarantena: «Ho lavorato decine di volte – dice Maifredi – accanto a David Larible, per anni l’ho invitato nei teatri che ho diretto; lui è il clown dei clown, un vero circense d’altri tempi». Infine un artista che ha fatto dell’ironia il suo stile, Max Paiella, voce radiofonica della trasmissione di Radio2 ‘Il ruggito del coniglio’, ma anche cantante, imitatore, vignettista e musicista; il 24 aprile leggerà ‘Il naso che scappa’ di Gianni Rodari del quale ricorrono i cinquant’anni dalla morte, indimenticabile pedagogo letterario, inventore di storie in cui la fantasia ha il coraggio della rivoluzione.

 

originale su lavocedigenova.it